venerdì 22 agosto 2008

Cuori da pub – E’ un’Italia troppo reazionaria per il rock e i fumetti…

Mezzanotte. Dopo più di due ore d’attesa, con le birre – o quel che ne rimaneva – che si erano già belle e riscaldate, finalmente arrivarono i panini.

In quella paninoteca casereccia, davanti a due fette di pane leggermente abbrustolite, trasbordanti hamburger, salsiccia, patate, insalata ed ormai indistinguibili formaggi fusi e salse varie, ed una caraffa di rossa, i discorsi vertevano sui soliti argomenti che tali ambienti e tali serate evocano: moto e motori, ragazze e sise, paranormale ed occultismo. Dopo aver elencato i consueti argomenti – i cerchi nel grano, la profezia del 21 dicembre 2012, i miti lovecraftiani, le leggende sul vecchio carcere e gli strani fenomeni di cui Jimmy Page è stato testimone durante la sua permanenza nella dimora scozzese di Aleister Crowley – furono consequenzialmente passati in rassegna i programmi televisivi che si degnassero di occuparsene: “Secondo me, il difetto principale di Voyager è che solleva tanto polverone, ma poi non da mai una risposta precisa, non approda mai ad una soluzione!”. “E’ naturale che sia così, lo scopo principale del programma è di fare spettacolo, di attirare spettatori, ed in questo, Voyager è maestro… Certo, il più delle volte non va a parare da nessuna parte, però io dico dovremmo almeno accontentarci del fatto che si prenda la briga di diffondere certi argomenti al grande pubblico… Noi altri appassionati, tanto, abbiamo i nostri mezzi per approfondire…”. E del resto era così; bastava passar sopra a certe cattive informazioni, come ad esempio che un draghetto di cera e silicone rinchiuso in un barattolo di formaldeide potesse esser spacciato per un esemplare autentico, o che esoterista – come Crowley – fosse automaticamente sinonimo di satanista

“Per me – riuscì a dire il più giovane della brigata, malgrado il boccone di cotoletta che gli roteava magistralmente in bocca – il programma migliore è Top Secret. Nel senso che… Beh, almeno non ha influenze e risvolti politici… Non siete d’accordo?!...”.Al ragazzo con la barba – quello, se non più ferrato in materia sovrannaturale, senz’altro più appassionato, e con la coda di cavallo… – andò di traverso un sorso di birra, suonandogli la cosa come la più immonda delle cazzate. E avrebbe pensato questo anche se non avesse avuto – e ne aveva! – motivi personali per avercela con il suddetto programma, il quale andava in onda, per l’appunto, proprio sulla rete a diffusione nazionale più nostalgicamente schierata.
Quanto invece alle motivazioni personali, queste risalivano, precisamente, ad una puntata trasmessa proprio qualche giorno prima, circa l’argomento “Angeli e demoni”, durante la quale, venne proposto un confronto tra vicende ultraterrene di natura celestiale – con testimonianze riguardo defunti che, dall’alto dei Cieli, proteggevano e mandavano segni ai propri cari – e, di contro, di natura infernale – con le storie di presunti veggenti e medium in presunto contatto con il mondo degli spiriti e le cronache degli orrori del clan delle Bestie di Satana.Soprassedendo rispettosamente al racconto di Massimo Boldi sulla perdita della moglie, ma il personaggio ci ha oramai abituati a troppi Natali tra tette e culi per potergli riconoscere una qualche eventuale profondità d’animo, l’attenzione del giovane fu tutta rivolta al servizio sulle Bestie, o meglio, al come la trasmissione avrebbe trattato l’argomento. E a ragione.I motivi per preoccuparsi vennero infatti tutti confermati, in quanto – in poco meno di mezz’ora di programmazione – i giornalisti erano riusciti a gettare ai maiali circa un trentennio di musica rock, nonché – e a questo erano bastate ben poche parole – addirittura almeno mezzo secolo di storia e di conquista editoriali del Fumetto. In particolare, si era sostanzialmente insinuato, se non apertamente detto, che le Bestie di Satana erano divenute tali dopo essersi aggregate spinte dalla comune passione per la musica heavy metal, con tanto di brani dei Metallica a far da sottofondo al servizio; ora – a parte il fatto che i Metallica soprattutto, con il satanismo, non ci avranno avuto a che fare più di quanto possa avercene avuto Charles Aznavour – una simile diffamazione, agli occhi del giovane, non faceva che scagliarsi gratuitamente contro quella che nel corso degli ultimi trent’anni, era andata affermandosi da semplice diramazione del rock, a genere musicale studiato, canonizzato e consacrato a tutti gli effetti – certo, anche in quest’ambito, di spostati se ne trovavano, ma erano casi isolati ed evitabili, nonché riscontrabili in qualsiasi altro tipo di genere musicale e quindi, e qui siamo dannatamente critici, classe e ambiente sociale; questo senza contare i danni che una simile e distorta diffusione di idee ed immagini poteva causare nel quotidiano ad una persona come lui: “Satanista!” si era più volte sentito dire alle spalle per la strada, alla stazione della metro, nei corridoi dell’università, e con tutti i reazionari venuti allo scoperto con il nuovo Governo, le cose non potevano che volgere al peggio.Ma il colpo di grazia era venuto dall’antropologo ospite quella sera in studio. Un bel tipo, aveva pensato il giovane appena l’aveva visto: una confezione di giacca e cravatta avvolgeva un ex-sessantottino dai capelli raccolti in una bianca coda di cavallo. Uno da cui aspettarsi un certo grado d’aperture mentale. Per questo, forse, l’infamia era stata ancora peggiore, perché risuonava di tradimento: secondo l’esimio, infatti, le fantasie perverse dei capi delle Bestie, trovavano la loro origine nel “leggiucchiare fumetti, anziché vedere un buon film” o magari, leggere un libro appropriato. Probabilmente tale affermazione altro non era che un malinconico omaggio ai tempi in cui la criminologia si reggeva sulla base dello studio dei crani e dei connotati delle persone, scuola alla quale senz’altro si rifaceva anche l’illustre psichiatra Frederic Wertham, a cui si deve, negli anni 50, la messa in croce della – allora ancora agli albori delle sue potenzialità, perdonali Padre, perché non sapevano… – Nona Arte e quindi, l’istituzione del Comics Code Authority, servizio di bigotta vigilanza che, dopo aver letteralmente marchiato albi oggi considerati come perle, se non addirittura martiri del periodo, dai collezionisti, se sopravvissuto oggi, avrebbe negato al mondo – ed all’industria cinematografica… – diversi capolavori a fumetti (lo sa l’illustre antropologo che molti buoni film sono ispirati alle graphic novel?!). Probabilmente si trattava solo di questo, ma nonostante questo, era una brutta stangata a tutto quanto di buono ci sia stato da allora ed un insulto per tutti quanti, professionisti ed appassionati, orbitino attorno al settore.Insomma, ecco perché alle orecchie del nostro ragazzo, dire che Top Secret non fosse politicamente schierata, quando si era in realtà dimostrata la perfetta incarnazione di quell’Italia ignorante e reazionaria, ancora troppo indietro per accettare tutte quelle che altrove s’erano già da tempo affermate come grandi rivoluzioni e dove essere diverso, o com’è più bello da etichettare, essere alternativo, è da considerare una pecca gravemente condannabile e perseguibile, suonava come la più immonda delle cazzate.

Gli altri due metalhead presenti al tavolo concordarono con tutto ciò, sottoscrivendo che il servizio in questione aveva addirittura causato loro qualche diverbio in famiglia, insinuando nelle menti degli ignari genitori che i propri pargoli, seguaci ed esecutori – chitarrista e bassista, per la precisione – di quella musica, potessero per questo finire con il perpetrare la via del Male…Ma quella sera, il vero Male era uno ed uno solo: ed era tutto lì raccolto ad attendere l’oramai meno allegra combriccola, appena all’infuori della paninoteca…

1 commento:

Squall ha detto...

Ave caro ragzzo disconnesso (beato te!) beh che dire ho sguito la tua esortazione a leggere il siffatto post di retorica da molti non condivisa e dai più neanche conosciuta: molti persone non sanno neanche che il rock è nato con i Beatles,che il "fare fumetti" procura, anche se in magre quantità, soldi e che il fumetto in sè è arte di gusto "nadaraiano" prima di essere "manga"! Che ci vuoi fa? è il paese in cui siamo nati: un tempo patria degli antichi imperatori e orA BELPAESE dei "raccomandati culattoni" ma noi biasogna mollare: rimaniamo sempre dannatamente santi di noi stessi! a presto!